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giovedì 8 ottobre 2015

LE FORME DEL LEGNO, TRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE: RIVA1920

Visitare lo showroom-museo di Riva 1920 (qui il sito), azienda leader del mobile di qualità, è entusiasmate. In occasione della Festa del Legno di Cantù (patria dei mobili), l'azienda ha aperto le porte del suo spazio espositivo per tre week-end: 19/20 e 26/27 settembre e 3/4 ottobre. Già all'esterno l'edificio in doghe di legno e acciaio Corten è da ammirare. La Concept Car Cambiano, di Pininfarina, in legno di Briccola di Venezia, cattura subito l'attenzione dei visitatori, che, scena ricorrente, si fanno fotografare a fianco dell'auto.





All'interno, al piano terra, si resta rapiti da mobili, sculture e oggetti di design e dai colori dei legni, con superfici da accarezzare, e dal profumo di cedro del Libano che caratterizza l'ambiente. De Lucchi, Botta, Piano, Pininfarina, Bellini, tra le firme più famose.










Gli elementi d'arredo che costituiscono un vero e proprio leitmotiv dello showroom sono le sedute, sempre sorprendenti: a forma di mano, di molletta, rotonde e accoglienti, sgabelli in cedro del libano, dalle svariate forme, o ceppi di legno pietrificato.






Grandiosa, in tutti i sensi, la porzione di tronco di legno Kauri che si trova in fondo al salone, e attorno alla quale i bambini giocano a nascondino, mentre gli adulti restano a bocca aperta, per le sue dimensioni e il suo meraviglioso colore, con venature dorate. Come si legge dal pannello esplicativo esposto (e qui), il Kauri è un legno millenario (50.000 anni) che si trova in un'area ristretta del nord della Nuova Zelanda. E' legno di enormi alberi caduti in seguito a cataclismi e rimasto sotto il fango per millenni, senza pietrificare o decomporsi. Viene "estratto" e lavorato, e date le sue dimensione, permette di avere ampie superfici continue. Infatti, al primo piano dell'edificio, che ospita il museo del legno, si può ammirare (e non è un modo di dire) un tavolo di Renzo e Matteo Piano in Kauri, dalle dimensioni impressionanti.



Il museo ospita numerosi attrezzi del mestiere, anche derivanti da donazioni, mobili, prototipi, modellini, pezzi unici: si percepisce la grande passione che porta alla ricerca continua, con fierezza e umiltà, aperta agli stimoli e alle tendenze. E infatti Riva 1920 non si è cristallizzata al periodo d'oro dei mobilifici di Cantù, cosa che ha segnato il declino di molte aziende della zona, ma ha saputo rinnovarsi e rigenerarsi con entusiasmo e passione, col coraggio di trasformarsi, al passo con i tempi. E anche dimostrandosi sempre propositiva verso architetti e designers con incontri, concorsi, mostre e collaborando con entusiasmo, flessibilità e cura nel realizzare le idee di grandi firme, senza lasciarsi scappare le occasioni: come il progetto "Groun Zero...Ground Heroes" in solidarietà alle vittime dell'11 settembre, o la presenza all'Expo 2015 con il tavolo Pangea, di Michele de Lucchi, dal ripiano composto da 19 pezzi sagomati in Kauri che coprono 80 mq. di superficie, e 271 gambe in Briccola, rovere recuperato dai pali della laguna di Venezia.



lunedì 31 agosto 2015

CEMENTO ARMATO A VISTA: UN CLASSICO DA REINTERPRETARE

"Il cemento artificiale è un materiale scoperto all'inizio del secolo dall'inglese Aspdin": il suo brevetto è del 21 ottobre 1824. "Verso il 1845 comincia la produzione industriale, e si fanno i primi tentativi di associare il cemento al ferro, per conferirgli la resistenza a trazione".
I primi brevetti per l'utilizzo del c.a. per elementi strutturali sono di Joseph Monier, dal 1873. (Leonardo Benevolo, Storia dell'architettura moderna, Editori Laterza)
Fu tra i protagonisti dell'architettura moderna: in quegli anni l'architettura "si sottrasse ai preconcetti che per tanto tempo l'avevano trattenuta, ed assorbì i nuovi metodi nati in quel periodo". Il cemento armato era perfetto per esprimere quella "coerenza strutturale" cara allo spirito del tempo. (Sigfried Giedion, Spazio, tempo e architettura, Hoepli, Milano).
L'ingegnere svizzero Robert Maillart, con sorprendenti ponti e solai a fungo, svelò le potenzialità del cemento armato.
                                                                                 

In Francia "gli architetti ebbero la possibilità di impiegare il cemento armato senza restrizioni e senza esitazioni", mentre in Germania ed Inghilterra le leggi mostravano ancora diffidenza per il nuovo materiale. Le Corbusier, grazie al cemento armato riesce a sviluppare i suoi principi architettonici rivoluzionari. Notre-Dame du Haut a Rochamp (1954) è uno dei simboli dell'uso del cemento armato a vista.

Immagine tratta da : Bruno Zevi, Controstoria dell'architettura in Italia-Ottocento e Novecento,
Tascabili Ecoomici Newton


In Italia, Pier Luigi Nervi, con "il suo eccezionale talento costruttivo è costretto ad esercitarsi dentro schemi geometrici convenzionali" (uno dei limiti dell'architettura italiana dell'epoca) "-nel salone di Torino-Esposizioni, nel Palazzetto dello sport a Roma- applicandosi alla rifinitura anziché all'invenzione dell'organismo statico" (Leonardo Benevolo, Storia dell'architettura moderna", Editori Laterza). Più ardito nello stadio "Berta" di Firenze Campo di Marte, dove stupisce l'opinione internazionale con la pensilina sopra gli spalti e le virtuose scale elicoidali.

Immagine tratta da : Bruno Zevi, Controstoria dell'architettura in Italia-Ottocento e Novecento,
 Tascabili Ecoomici Newton


"Ben diverso, meno raffinato nei particolari ma più coraggioso, Riccardo Morandi sembra sfidare le leggi statiche, la "sicurezza visuale" di cui Nervi non sapeva fare a meno. Il suo capolavoro, il salone interrato a Torino, del 1959, ha una struttura in cemento armato precompresso poggiante su bielle inclinate che, in apparenza, minacciano di slittare" (Bruno Zevi, "controstoria dell'architettura in Italia- Ottocento e Novecento, Tascabili economici Newton)

E così via, da Frak Lloyd Wright a Mies van der Rohe, i grandi maestri dell'architettura hanno sempre uttilizzato con entusiasmo il cemento armato a vista, spesso non solo per le sue capacità strutturali, ma per il suo valore estetico: viene lasciato a vista, esibito nella sua matericità, alla pari di ferro, legno, vetro, pietra, apprezzati per quello che sono. 

Dai Grandi Maestri alle Archistar odierne: il cemento armato a vista ha raggiunto un pieno sviluppo, la sua composizione si è arricchita a seconda delle esigenze di additivi, fibre, coloranti, così come si sono diversificati i casseri (in legno, ferro, plastica), permettendo molteplici risultati estetici. Ormai consolidatosi come materiale da apprezzare a vista, molto spesso prevale il suo utilizzo per motivazioni estetiche: la sua plasticità è sfruttata per creare forme-strutture sempre più fluide  o per ottenere particolari effetti superficiali.



Nella chiesa Dives in Misericordia, a Roma, realizzata in occasione del Giubileo del 2000, Richard Meier utilizza il Cemento bianco TX Milleium, con azione foto -catalitica che mantiene bianche le vele.


Interno del Messner Mountain Museum Corones (Immagine da www.zaha-hadid.com)

Le incofondibili forme sinuose di Zaha Hadid sono spesso realizzate in cemento armato. Mirabile esempio è il Messner Mountain  Museum Corones, inaugurato nel luglio 2015: il cemento armato a vista che caratterizza sia l'esterno che gli interni è stato una vera sfida, sia per la localizzazione dell'edificio, sia per la complessità delle forme progettate da Hadid. L'uso del BIM ha consentito di creare le casseforme adatte, in legno con rivestimento interno in pannelli alla resina fenolica. Il cemento è stato colorato con pigmenti, per ottenere la somiglianza con la roccia naturale, e, grazie a progressi tecnologici e alle capacità della ditta esecutrice Kargruber-Stoll, la superficie viene percepita al tatto, come vellutata (leggo qui)

                                                                         Interno del negozio Duvetica a Milano (immagine dal sito www.duvetica.it)











L'essenzialità del cemento armato a vista è una delle caratteristiche principali dei progetti di Tadao Ando, e pertanto è essenziale la perfetta esecuzione. La tecnica è del tutto comune, i pannelli sono i tipici, da 180x90 cm, ma che diventano unità di misura: corrispondono a un tatami e gli spazi sono ordinati in base a questo modulo. I casseri vanno accuratamente selezionati e posati. Massima attenzione è posta anche nella posizione dei fori dovuti alle barre dywidag, nella scelta degli inerti, nella vibrazione del cls (come descritto qui).

                                     
                      (Immagine dal sito di Stefan Zwicky)
E perchè no? Cemento armato a vista per l'arredamento! Questa ironica poltrona, "Grand confort, Sans confor, Dommage a Corbu",  è progettata dall'architetto svizzero Stefan Zwicky nel 2007. 


Il cemento armato a vista non cessa di esercitare il suo fascino e ci sono diverse proposte per i progettisti che intendono utilizzarlo.
Una interessante soluzione è quella proposta dalla finlandese Graphic Concrete, che offre una membrana per elementi prefabbricati in c.a., da interporre tra cassero e getto, che consente  di ottenere diverse texture superficiali.

                                              (Immagine da architonic.com)

Per chi vuole un effetto c.a. a vista anche quando non c'è cemento armato l'italiana SAI Idustry produce Cimento, pannelli di un composto cementizio spalmato su un supporto, da utilizzabile come rivestimento interno o esterno.

                                                                                                (Immagine da saiindustry.org)

                                                                                                           
Fonti:
oltre a quelle citate:

giovedì 19 marzo 2015

MADE expo 2015: RIVESTIMENTI PER INTERNI


   E' iniziato oggi il MADE expo 2015, aperto fino a sabato 21 marzo. Il MADE è l'importate fiera dedicata all'architettura, al design e all'edilizia, che si svolge tutti gli anni alla Fiera di Milano-Rho, un appuntamento molto atteso e seguito da tutti gli operatori del settore.
Gli Espositori sono suddivisi i quattro aree tematiche:
- Costruzioni e materiali
- Involucro e serramenti
- Interni e Finiture
- Software e Tecnologie e Servizi



  In queste foto vi propongo alcune immagini dell'interno della suggestiva struttura in acciaio e vetro, progettata dall'architetto Massimiliano Fuksas e inaugurata nel 2005.


   Visitando il Settore dedicato a Interni e Finiture, si può constatare la presenza di numerose proposte per il rivestimento delle pareti interne. La nuova tendenza è quella puntare maggiore attenzione alle pareti, non considerate più come semplici e anonimi confini di un locale, ma come veri e propri elementi di arredamento, grazie a nuove proposte di rivestimento. E per caratterizzarle non si ricorre semplicemente ad una tinta, ma a proposte che puntano su effetti 3d o su rivestimenti con effetti materici e con decori originali o preziosi. Le proposte, ottimali per il retail, per uffici o per locali di rappresentanza, possono facilmente essere ambientati anche in residenze. In ogni caso comunque è bene o esagerare: mai rivestire tutto il locale, ma limitarsi a una sola parete o a parte di essa,  o a posizioni strategiche, per arricchire un punto di vista o rendere unico uno spazio altrimenti anonimo, o per rivestire un complemento d'arredo o una porta,.


  3D Surface Srl, propone pannelli con texture 3d eleganti, che ben si adattano alle attuali esigenze estetiche, studiate dai designer dell'azienda o su proposta dal cliente. 



  Varietà di texture, colori e materiali di Creo, by Effetre Design, che offre un'ampia scelta di finiture: laccati, impiallacciati, ecopelle, ecolegno, ecotech, tessuti, in foglia o resina.


  In pietra ricomposta le superfici proposte da Pietraelite, che oltre all'effetto pietra offre superfici dal motivo geometrico (linee Niche, Exclusive e Diamond). Le superfici della Collezione Brillio, con polveri catalizzanti la luce, al buio cambiano colore e si illuminano di luce soft (proposta curiosa, che viene proposta anche da alcune aziende di pitture superficiali).

sabato 24 gennaio 2015

CEMENTO TRASPARENTE

  Sembra impossibile ma il cemento trasparente esiste veramente: lo produce Italcementi e si chiama i.light: si ottiene utilizzando cemento e inserti polimerici trasparenti che conferiscono al manufatto una particolare texture che consente il passaggio della luce e il riconoscimento delle sagome che si trovano al di là della superficie (superficie trasparente pari al 20% della superficie totale). 


  Usato come rivestimento di edifici, costituisce un'alternativa interessante alla muratura opaca e alle superfici vetrate: di giorno la luce naturale filtra all'interno, con un piacevole, morbido effetto luminoso, quando è buio e gli interni sono illuminati, la trasparenza è visibile all'esterno, e la struttura dell'edificio filtra al di fuori.

  E' prodotto in pannelli prefabbricati (misura standard cm.50x100 sp.cm.5), utilizzabili come involucro esterno di pareti ventilate e tamponamento esterno, per pareti divisorie interne, o per pavimentazioni.
  Può essere usato grezzo o levigato, come marmo.
 Essendo una nuova proposta, non può mancare l'attenzione per l'ambiente: infatti, permettendo agli ambienti di essere illuminati naturalmente, favorisce il risparmio energetico. Ha buone capacità di isolamento termoacustico e di resistenza al carico (scheda tecnica e scheda tecnica).


  Sono in fase di studio diverse colorazioni di cemento e resine, o diverse forme e spessori di pannello, o la possibilità di gettare in opera il materiale, per moltiplicare gli effetti estetici: è una tecnologia nata da poco, ancora in evoluzione.

  Qualcosa di simile si è, in realtà, già fatto, ma con un sistema diverso: annegare, all'interno del cemento, fibre ottiche che trasportano la luce del sole all'interno dell'edificio (Alkotex e Lucem). Ma questo sistema cattura solo alcuni raggi di luce, quelli perpendicolari alla parete, quindi, da questo punto di vista,  è meno efficiente, oltre che risultare meno versatile per diversa lavorabilità del materiale, meno tenace e più costoso. E' comunque una proposta valida, che ha le sue peculiarità, come quella di poter disporre le fibre ottiche per comporre dei disegni.

Padiglione italiano all'Expo di Shanghai 2010
(foto da www.italcementi.it)

  Il cemento trasparente è' stato utilizzato per la prima volta, con grande successo, per il padiglione italiano all'Expo di Shanghai del 2010, progettato dal prof. arch.Giampaolo Imbrighi. Ha vinto il Red Dot Awards nel 2005 e il Best Use of Innovative Technology nel 2006, ed è commercializzato dal 2011.

Fonti: