venerdì 2 ottobre 2015

BUILDING FOR TREES: ECCO LE CASE PER ALBERI

In risposta alla prepotente urbanizzazione che interessa le grandi città del Vietnam, come Ho Chi Minh e Hanoi, alla scomparsa delle rigogliose foreste che caratterizzavano il paesaggio, all'inquinamento che soffoca i centri urbani, lo studio vietnamita Vo Trong Nghia Architects ha progettato questi prototipi di Houses for trees, edifici che sembrano grandi vasi con alberi piantati sul tetto. In questo modo è possibile ristabilire il rapporto con la natura, che l'urbanizzazione e la invadente tecnologia hanno cancellato. La vegetazione migliora il paesaggio urbano e purifica l'aria, crea piacevoli ombre e brezze, cura lo spirito.
immagine da dezeen.com (qui)


Un primo nucleo è stato realizzato nella periferia di Ho Chi Minh: si tratta di cinque volumi costruiti attorno ad un cortile centrale. Le unità hanno grandi vetrate che illuminano la zona giorno al piano terra, mentre la zona notte è al primo piano. Questi enormi vasi possono anche svolgere la funzione di contenitori d'acqua durante forti piogge, che si prevede saranno sempre più frequenti, contribuendo a limitare il rischio di inondazioni. 

Gli edifici sono costruiti con materiali "a chilometro zero", riducendo i costi e rispettando l'ambiente: mattoni di produzione locale all'interno, e cemento armato a vista per la struttura esterna caratterizzata da piacevoli superfici modulate dall'impronta delle casseforme in bambù (materiale radicato nella cultura vietnamita), utilizzate per la prima volta  in Vietnam.

Il 18 giugno 2014 il progetto ha vinto il quinto AR House Awards, prestigioso premio conferito dal magazine inglese "The Architectural Review", che premia l'eccellenza del design e dell'innovazione per le categorie: Casa, Scuola, Cultura e Lavoro.

Intenti e progetti che dovrebbero far riflettere e ispirare l'architettura contemporanea: "Proponiamo il concetto chiamato "Building for trees", per la città del futuro, che da gioia di vivere alla gente", così si legge nel sito di Vo Trong Nghia Architects. Questo intento è palese anche nel Vietnam Pavilion all'Expo 2015 a Milano: imponenti colonne rivestite in bambù che si aprono alla sommità a ombrello, per consentire la piantumazione di alberi.



Vo Trong Nghia è uno studio di architettura leader in Vietnam, fondato nel 2006, che riunisce più di 60 professionisti internazionali, riuniti dall'obiettivo comune di creare l'architettura verde del XXI secolo, utilizzando linguaggi formali attuali, pur mantenendo il legame con la cultura asiatica.

Fonti:
http://www.designplayground.it/2014/06/house-for-trees-una-casa-per-gli-alberi/
http://votrongnghia.com/2014/06/15/house-for-trees-winning-prize-of-ar-house-award-2014/
http://www.dezeen.com/2014/06/19/house-for-trees-vietnam-vo-trong-nghia-architects/
http://www.archdaily.com/630961/vietnam-pavilion-milan-expo-2015-vo-trong-nghia-architects
http://votrongnghia.com/projects/

lunedì 31 agosto 2015

CEMENTO ARMATO A VISTA: UN CLASSICO DA REINTERPRETARE

"Il cemento artificiale è un materiale scoperto all'inizio del secolo dall'inglese Aspdin": il suo brevetto è del 21 ottobre 1824. "Verso il 1845 comincia la produzione industriale, e si fanno i primi tentativi di associare il cemento al ferro, per conferirgli la resistenza a trazione".
I primi brevetti per l'utilizzo del c.a. per elementi strutturali sono di Joseph Monier, dal 1873. (Leonardo Benevolo, Storia dell'architettura moderna, Editori Laterza)
Fu tra i protagonisti dell'architettura moderna: in quegli anni l'architettura "si sottrasse ai preconcetti che per tanto tempo l'avevano trattenuta, ed assorbì i nuovi metodi nati in quel periodo". Il cemento armato era perfetto per esprimere quella "coerenza strutturale" cara allo spirito del tempo. (Sigfried Giedion, Spazio, tempo e architettura, Hoepli, Milano).
L'ingegnere svizzero Robert Maillart, con sorprendenti ponti e solai a fungo, svelò le potenzialità del cemento armato.
                                                                                 

In Francia "gli architetti ebbero la possibilità di impiegare il cemento armato senza restrizioni e senza esitazioni", mentre in Germania ed Inghilterra le leggi mostravano ancora diffidenza per il nuovo materiale. Le Corbusier, grazie al cemento armato riesce a sviluppare i suoi principi architettonici rivoluzionari. Notre-Dame du Haut a Rochamp (1954) è uno dei simboli dell'uso del cemento armato a vista.

Immagine tratta da : Bruno Zevi, Controstoria dell'architettura in Italia-Ottocento e Novecento,
Tascabili Ecoomici Newton


In Italia, Pier Luigi Nervi, con "il suo eccezionale talento costruttivo è costretto ad esercitarsi dentro schemi geometrici convenzionali" (uno dei limiti dell'architettura italiana dell'epoca) "-nel salone di Torino-Esposizioni, nel Palazzetto dello sport a Roma- applicandosi alla rifinitura anziché all'invenzione dell'organismo statico" (Leonardo Benevolo, Storia dell'architettura moderna", Editori Laterza). Più ardito nello stadio "Berta" di Firenze Campo di Marte, dove stupisce l'opinione internazionale con la pensilina sopra gli spalti e le virtuose scale elicoidali.

Immagine tratta da : Bruno Zevi, Controstoria dell'architettura in Italia-Ottocento e Novecento,
 Tascabili Ecoomici Newton


"Ben diverso, meno raffinato nei particolari ma più coraggioso, Riccardo Morandi sembra sfidare le leggi statiche, la "sicurezza visuale" di cui Nervi non sapeva fare a meno. Il suo capolavoro, il salone interrato a Torino, del 1959, ha una struttura in cemento armato precompresso poggiante su bielle inclinate che, in apparenza, minacciano di slittare" (Bruno Zevi, "controstoria dell'architettura in Italia- Ottocento e Novecento, Tascabili economici Newton)

E così via, da Frak Lloyd Wright a Mies van der Rohe, i grandi maestri dell'architettura hanno sempre uttilizzato con entusiasmo il cemento armato a vista, spesso non solo per le sue capacità strutturali, ma per il suo valore estetico: viene lasciato a vista, esibito nella sua matericità, alla pari di ferro, legno, vetro, pietra, apprezzati per quello che sono. 

Dai Grandi Maestri alle Archistar odierne: il cemento armato a vista ha raggiunto un pieno sviluppo, la sua composizione si è arricchita a seconda delle esigenze di additivi, fibre, coloranti, così come si sono diversificati i casseri (in legno, ferro, plastica), permettendo molteplici risultati estetici. Ormai consolidatosi come materiale da apprezzare a vista, molto spesso prevale il suo utilizzo per motivazioni estetiche: la sua plasticità è sfruttata per creare forme-strutture sempre più fluide  o per ottenere particolari effetti superficiali.



Nella chiesa Dives in Misericordia, a Roma, realizzata in occasione del Giubileo del 2000, Richard Meier utilizza il Cemento bianco TX Milleium, con azione foto -catalitica che mantiene bianche le vele.


Interno del Messner Mountain Museum Corones (Immagine da www.zaha-hadid.com)

Le incofondibili forme sinuose di Zaha Hadid sono spesso realizzate in cemento armato. Mirabile esempio è il Messner Mountain  Museum Corones, inaugurato nel luglio 2015: il cemento armato a vista che caratterizza sia l'esterno che gli interni è stato una vera sfida, sia per la localizzazione dell'edificio, sia per la complessità delle forme progettate da Hadid. L'uso del BIM ha consentito di creare le casseforme adatte, in legno con rivestimento interno in pannelli alla resina fenolica. Il cemento è stato colorato con pigmenti, per ottenere la somiglianza con la roccia naturale, e, grazie a progressi tecnologici e alle capacità della ditta esecutrice Kargruber-Stoll, la superficie viene percepita al tatto, come vellutata (leggo qui)

                                                                         Interno del negozio Duvetica a Milano (immagine dal sito www.duvetica.it)











L'essenzialità del cemento armato a vista è una delle caratteristiche principali dei progetti di Tadao Ando, e pertanto è essenziale la perfetta esecuzione. La tecnica è del tutto comune, i pannelli sono i tipici, da 180x90 cm, ma che diventano unità di misura: corrispondono a un tatami e gli spazi sono ordinati in base a questo modulo. I casseri vanno accuratamente selezionati e posati. Massima attenzione è posta anche nella posizione dei fori dovuti alle barre dywidag, nella scelta degli inerti, nella vibrazione del cls (come descritto qui).

                                     
                      (Immagine dal sito di Stefan Zwicky)
E perchè no? Cemento armato a vista per l'arredamento! Questa ironica poltrona, "Grand confort, Sans confor, Dommage a Corbu",  è progettata dall'architetto svizzero Stefan Zwicky nel 2007. 


Il cemento armato a vista non cessa di esercitare il suo fascino e ci sono diverse proposte per i progettisti che intendono utilizzarlo.
Una interessante soluzione è quella proposta dalla finlandese Graphic Concrete, che offre una membrana per elementi prefabbricati in c.a., da interporre tra cassero e getto, che consente  di ottenere diverse texture superficiali.

                                              (Immagine da architonic.com)

Per chi vuole un effetto c.a. a vista anche quando non c'è cemento armato l'italiana SAI Idustry produce Cimento, pannelli di un composto cementizio spalmato su un supporto, da utilizzabile come rivestimento interno o esterno.

                                                                                                (Immagine da saiindustry.org)

                                                                                                           
Fonti:
oltre a quelle citate: